Ristorante Osteria dei Fiori - Macerata
Osteria dei fiori, un ristorante che vi farà scoprire Macerata a tavola
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Recensione Gambero rozzo 2007

Gambero rozzo
Newton and Compton editori – 2007
La cucina degli affetti
L’albo d’oro p. 45


Se volete capire cosa intendevo raccontare nella mia introduzione venite qua. L’Osteria dei Fiori è il paradigma di come un piccolo ristorante, per le dimensioni, possa essere un ambasciatore perfetto dei valori di una terra. Iginia Carducci è la leader dei cuochi maceratesi (hanno vinto il campionato italiano a squadre) e cucina per passione e per istinto. Paolo, suo fratello la asseconda in cucina e pure lui con il suo agriturismo

La fattoria di Paolo, contribuisce a dare ancora più senso di appartenenza a questi menù. In sala Letizia, provetta sommelier, donna di una dolcezza assoluta e di una cultura spessa e solida, con una curiosità del mondo che incanta, guida al cliente vverso i lidi dell’autenticità spalleggiata da Alina, una giovanissima ragazza che viene dalla Polonia, ma che sembra sia nata a Macerata, tanto si è fatta contagiare di questa suqisita autoctonia. Avranno per voi un sorriso in forma di talgiulì pelusi, di vincisgrassi, di calcioni (sono i tortelli) e poi di insalate come la Gardenia, del maialino al vino cotto, di tagliate di manzo marchigiano, di salumi locali, di pecorini freschi, di spaghetti alle erbe. Un campionari odi proposte ceh spazia dal Nebbia alla tavola familiare con una carta di vini del territorio attenta ed onestissima. Il resto è piacere autentico: dato dal grande trompe d’oeil che giganteggia sulla parete, dato da quella carezza di quelle piccole cose di gusto che i Carducci sanno proporre con spontaneità, con il seguire le stagioni agricole (il menù varia spessissimo) con una cura per l’ospite che non è affettazione ma porzione generosa, con una identità che è sentirsi somodi nelle proprie radici e nel donarle facendovele assaggiare come il più caro dei souvenir.


Il lettore della prima edizione del Gambero Rozzo sanno quanto questa Osteia sia per noi una sorta di archetipo. E davvero è difficile trovare un tasso così alto di autenticità in un localino dove la grazia e la sostanza si fondono.


Officia la cucina Iginia Carducci che ha vinto con il Team Marche il titolo di campione d’Italia degli Chef del 2006. Accanto a lei tra i fornelli c’è i lfratello Paolo, grande cultore dei prodotti del territorio che coltiva in parte nel suo agriturismo La corte di Paolo, altro punto d’approdo notevole per i gourmet. In sala ecco la terza delal famiglia Carducci, Letizia, che sa dare al servizio il giusto tono, consiglia ma non impone, suggerisce ciò che dalla cucina esce al meglio. E questa cucina è ciò che un viandante del gusto si augura di incontrare sul suo cammino. Intanto, rara avis, cambia con il corso delle stagioni, ha un occhio di riguardo per i celiaci con un apposito menù e per i bambini, affonda le radici nella tradizione di Antonio Nebbia .


La proposta è complessa e complessiva: si va dagli spaghetti con sugo di rucola ai vincisgrassi, dalle tagliatelle con sugo di papera ai risotti, al farrotto, per scivolare poi con delizia tra una proposta di maialino con salsa di vino cotto e una tagliata di vitellone marchigiano. Ecco il pan nociato ocn il cpaocollo, le bruschette con il ciauscolo, la polentina lenta con i lsugo di funghi, infine un paluso meritano le insalate, la gardenia (perfetta combinazione di frutta e ortaggi) è un must, ma imperdibili sono le composte di erbe spontanee (un’altra passione di Iginia) e fiori. I dolci, tutti rigorosamente calsalinghi, spaziano dal tiramisù alle crostate farcite con le confetture che i fratelli Carducci producono in proprio. In cantina primeggiano i vini del maceratese, peraltro in propotente ascesa qualitativa.
I tavoli sono pochi ( il locale è ingentilito da un grande trompe d’oeil) ma no nc’è mai la sensazione di affollamento anche perché a coadiuvare il servizio di sala c’è il sorriso di Alina, anche lei appassionata di vini che invita alla cordialità. In estate si approfitta dei pochi taovli che vengon oaparecchaiti sul vicolo pedonale per respirare l’anima antica di Macerata che è fatta di concretezza, di cortesia, di solidi sapori e di un’allure di rurale eleganza di cui l’Osteria dei Fiori è la testimonianza più gustosa.

Ne volete una prova? Difficilmente in un ristorante che presentano conti così moderati vi danno un rompifame prodotto al momento. Qu iaccade perché Iginia, checomanda gli chef maceratesi, ha ben presente il comandamento di Brillat-Savarin: convitare qualcuno è farsi carico della sua felicità.


Carlo Cambi

Ristorante Osteria dei Fiori
Via Lauro Rossi, 61- 62100 Macerata
Tel. 0733-260142
p.iva 01446440438